ResearchesJuly 31, 2005 5:50 pm

Information and Communication Technology o più semplicemente e universalmente, ICT

Nel corso degli anni (e addirittura dei secoli) questo termine è stato associato all’uso del computer e dei canali di comunicazione ad esso associato. Oggi è sempre più difficile scindere quello che è scienza dall’uso che se ne fa e da come l’ICT condiziona ormai la nostra giornata tipo. Pensate soltanto ai cellulari o addirittura agli smartphone tramite cui è possibile comunicare e lavorare ovunque, o ai computer che in casa hanno preso il posto della televisione, del videoregistratore e persino dell’album fotografico)

Dopo una breve definizione e un altrettanto breve excursus storico mi concentrerò sugli aspetti sociali legati all’uso dell’ICT, azzardando una previsione per gli anni a venire.

Grazie e buona lettura,

Leggete l’articolo su Kandalu.blogsome.com

Social Enterprise Architecture, Featured ConceptJuly 27, 2005 6:15 am
  • Amici o colleghi: la seconda che hai detto
  • 2.Valutazione e Gaussiana: un gioco da imparare
  • 3.GOALS: averli sempre sempre in mente
  • 4.Tempo: risorsa preziosa
  • 5.Priorità: averlo il problema
  • 6.Sfide impossibili: il nostro mestiere
  • 7.Passione: è niente senza controllo
  • 8.Risorse: uno spreco non usarle
  • 9.Comunicazione: tra Blog e Reportistica senza intasare la mail
  • I nemici: se non ci fossero bisognerebbe inventarli
Conversations, Social Enterprise Architecture 6:13 am

nell’economia della social enterprise architecture, un ruolo fondamentale è svolto dalla parola “Responsabilità”. Quando si va sul sociale è di fondamentale importanza. Stanotte me lo son ricordato: metter su una squadra di persone, motivarle, supportarle, mantenere un ruolo e cercare di non cadere nel tranello dell’amicizia, difenderle, coccolarle, farle crescere e prenderle per mano. Paz direbbe che gli “tremano le ginocchia” ed in effetti è così. Notte in bianco. Responsabilità. Come in una famiglia. Non è banale però, perchè un’azienda non deve essere una famiglia. Bisognerebbe invece esser come dei dottori: cercare di far sempre del proprio meglio, col buonumore, senza drammatizzare ma anche senza esser superficiali. E bisogna accettare le cose, compreso il fatto che in certi momenti van prese decisioni dure, con responsabilità, ma clinicamente sensate. Con responsabilità. Gestire persone e le relazioni tra loro. Al centro della SEA c’è la parola RESPONSABILITA’.

Conversations, Social Enterprise ArchitectureJuly 26, 2005 11:11 pm

A nessuno passa mai per la testa che ci sono vie più sicure e riconosciute per fare le cose? Ma perchè ognuno si deve implementare il proprio piccolo mondo, eppure viviamo in una epoca dove tutti cercano di copiare gli altri, anche andando in giro si nota questa tendenza… ormai le ragazzine sembrano tutte “Britney Spears” con + pancia però. Non volevo scrivere questo post ma volevo parlare di Intelligent Document ma poi ho visto come WordPress ha implementato le funzioni di blogging e mi sono detto: Qui qualcosa non quadra, a parte la tecnologia differente con le quali sono scritte le diverse piattatforme (PHP, ASP.NET, ecc) ma tutte comunque offrono una rappresentazione HTML (o meglio XHTML) delle informazioni, giusto??? E ALLORA PERCHE’ CAVOLO QUESTA C…ZO DI TEXT BOX DOVE SCRIVO S’ DIVERSA?????? I più maliziosi risponderanno, no caro Romeo non è una textbox, o meglio ti sembra una textbox multiline ma in realtà è una <”DIV”> (notare che l’ho scritto tra “” perchè altrimenti il motore furbissimo lo scambia per una div :-( ) Non voglio dare la soluzione io perchè non capisco niente ma comunque almeno chi ha voglia e tempo si andasse a vedere come dovrebebro essere rappresentate le forms o più in generale le informazioni su Internet. Il povero W3C si è rotto le ossa per sfornare la version 1 di X-FORM e nessuno lo pensa, mannagia ci deve essere qualcosa che ancora non capisco, sarà il senso della vita?

Conversations, ResearchesJuly 23, 2005 12:14 am

La cooperazione applicativa ed il modello di rete P2P sono termini utilizzati per la definizione di concetti riguardanti l’interconnessione di processi e non definiti “leciti” in un dominio che vada oltre il concetto di applicazione. Oggi l’informatica applicata ci insegna però che i modelli che abbiamo studiato o studiamo ancora oggi ben si rifanno ad un utilizzo prettamente “umano”, nella definizione delle loro architetture anche perchè sempre di più si basano su applicazioni “pratiche” nate da bisogni reali e non come tanti anni fa quando si costruivano su modelli prettamente teorici, come il caso dello standard ISO/OSI che viene riflesso in parte e perfezionato, dal protocollo TCP/IP. Per Cooperazione Applicativa viene inteso, almeno ad un livello abastanza “alto” e quindi condiviso da tutti, l’utilizzo di informazioni comuni utili a raggiungere obiettivi comuni, è tanto “bella” questa aprola che in inglese viene sopraffatto dal termine interoperability, come è buffo il mondo! Per rete P2P invece si indica un sistema interconnesso di host, i quali si trovano tutti ad un pari livello di comunicazione tra essi , questo modello fa si che ogni risorsa sia imprescindibile da qualsiasi vincolo possa essere imposto su di essa da un altro host che non sia la macchina dove risiede, in termini più semplici ognuno è padrone delle proprie risorse e le condivide con gli altri! Forse il termine “padrone” non è tanto azzeccato, poiche la risorsa in questo caso subisce unicamente il vincolo, hardware (ad esempio prestazione della macchina) dove risiede, ma questa ulteriore divagazione mi è utile per giustificare il paragone con la nostra società umana, in particolare in un’ottica di risorse aziendali!!

All’interno di qualsiasi società (sia essa umana che aziendale) la comunità di persone è vincolata e guidata da leggi che ne regolano la vita quotidiana, l’obiettivo è capire se l’adozione di questo binomio può portare benefici o meno in una realtà decisionale. Bene, iniziamo con il dire che all’interno di un WorkGroup i membri fanno riferimento a delle persone che fanno parte di un modello piramidale (anche se alcuni ormai dicono che questo modello non è più valido, perchè all’interno delle loro aziende si utilizza un modello orizzontale, ecc…) non ne sono molto convinto, io mi fido degli Egizi! Ciò significa che queste persone hanno due compiti principali, cioè il fare bene il propio lavoro e farlo secondo le direttive del “capo”. Prese in considerazione queste due priorità, vediamo se sono riconducibili ai concetti espressi sopra:

  • Cooperazione Applicativa ==> fare bene il propio lavoro
  • P2P ==> farlo secondo le direttive del “capo”

Fare bene il proprio lavoro, significa farlo nel modo migliore con gli strumenti che si hanno a disposizione! Questo significa che se venisse adottato un sistema di cooperazione applicativa, cioè il far si che le informazioni risiedono in una fonte comune e tutte sono accessibili ed elaborabili secondo le necessità del singolo Information Worker, il lavoro potrebbe essere migliore fatto in meno tempo, e basato sulle esperienze degli altri… sicuramente si !

Farlo secondo le direttive del capo, è una situazione comune a quasi tutte le aziende. Mi spiego meglio… possiamo essere anche dei geni ma quando mettimao piede in azienda, sia essa la più flessibile che ci possa essere, se fa parte del emrcato delle sigarette, non possiamo fare una campagna all’interno dell’azienda contro il fumo…quindi il nostro lavoro, la nostra ricerca deve essere finalizzata ad obiettivi comuni al “target aziendale”. Non è tutto dobbiamo rendere conto al nostro direttore, può anche avveire in modo confidenziale ma lui deve relazionare al suo capo, ed il suo capo deve poter relazionare sugli andamenti della sua area al suo Faraone (parlando di Egizi…), quindi prima o poi bisogna relazioanre in modo serioso e quindi abbandonare quella elasticità e predisosizione all’ascolto che è comune nei livelli più bassi di qualssiasi settore, quando si inizia a parlare di numeri, sappiamo bene che viviamo in un mondo di INTERI e non di REALI…In poche parole non possimo muoverci in autonomia, con i nostri tempi,i nostri bisogni, i nostri limiti,le nostre necessità ma dobbiamo rispettare gli altri…molte aziende abbassaano il target di produzione per non avere inconvenienti, in giappone gli scioperi si fanno al contrario, producono di più invece che fermarsi, perchè in questo modo producono und anno maggiore all’azienda, quando lo capiremo noi italiani?? Il concetto di P2P è diverso, come abbiamo avuto modo di vedere, non si hanno obblighi o ruoli all’internoi della rete, ognuno da e richiede quello che ha/non ha indistintamente dalla necessità in quel momento! Anzi tutti tendono ad accumulare in previsione di una perdita di connessione…. chi è pronto ad affermare il contrario??

Conversations, ResearchesJuly 22, 2005 3:21 pm

KI2
Ki è l’integrale da 1 a n della Ki vista prima, ma con due importanti novità: la prima è p ossia il numero di processi interni all’azienda, la seconda è che p fa anche da esponenziale al Ki semplice.
See big picture

Conversations, Social Enterprise Architecture 3:14 pm
Usavano Orkut, il celebre servizio internazionale di Google, per vendere droga attraverso Internet
 
RIO DE JANEIRO -Il social network è inciampato in una retata. Funzionava da rete così bene che c’erano finiti pure dei criminali. Ieri la polizia brasiliana – segnala Reuters ha arrestato dieci persone accusate di vendere droga attraverso il sito internazionale di social networking Orkut, creatura trendy di Google. Il servizio è particolarmente popolare nei Paesi latino-americani, e questo spiega forse perché avesse destato l’interesse degli spacciatori. Gli investigatori, che hanno inizialmente individuato il gruppo criminale attraverso delle intercettazioni telefoniche, hanno finito col monitorare le sue attività su Internet, approdando a Orkut.
Questo network permette agli utenti di creare comunità online in cui incontrarsi e discutere di qualsiasi argomento – e invero ci sono pure gruppi che affrontano la questione droghe da vari punti di vista. Molti brasiliani sono diventati devoti fan di Orkut dal suo esordio nel gennaio 2004, e costituiscono più della metà dei suoi 7 milioni di aderenti. Parte del suo fascino deriva anche dalla sua esclusività: al contrario di altri servizi simili per iscriversi a Orkut bisogna essere invitati da un suo membro
Carola Frediani
22 luglio 2005 - Corriere della Sera
Conversations, Books 12:25 pm

è di essere un numero primo.

SautoyLa successione dei numeri primi rappresenta fin dall\’antica Grecia uno dei misteri più affascinanti della scienza: c\’è un ordine prevedibile nella serie dei numeri primi, una regola per stabilire ad esempio quale sarà il centesimo numero primo? Nel 1859, il matematico tedesco Bernhard Riemann presentò una sua ipotesi, che sembrava rivelare una magica armonia tra i primi e gli altri numeri. Da allora, l\’Ipotesi di Riemann ossessiona i matematici, e oggi chi riuscisse a dimostrarla vincerebbe un premio da un milione di dollari. In questo libro, Marcus du Sautoy presenta gli enigmi legati ai numeri primi e le loro fondamentali implicazioni in campi che vanno dalla fisica quantistica alla sicurezza informatica.

http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?feature=cover&isbn=8817000981

Social Enterprise Architecture, Researches 11:21 am
Di = numero passaggi necessari per raggiungere un qualsiasi altro collega

metriche di riferimento:

Di(Internet) = 19

Di(mondo) = 6

e la vostra intranet che diametro ha? quali strumenti vi aiutano a misurare Di(intranet)? e quali strumenti invece vi aiutano a modellare il Di(Intranet)?

Conversations, Social Enterprise Architecture, Researches 10:02 am

KI

Ki : Knowledge Index

D : Decisione 0/1

d : Dato - x = incongnita

i : Interpretazione 0-100%

c : Comunicazione 0-100%

e: Elaborazione 0-100%

 

Ki=D*(d*i-c+e)



Conversations, Social Enterprise ArchitectureJuly 20, 2005 8:25 pm

Studiate Linkedin per un pò e vedrete che fa esattamente quello che cercate.

Linkedin25 people have publicly endorsed Roberto’s work

Www.Linkedin.Com

Conversations 8:15 pm

seguendo l’attuale modello economico e mappandolo su un altro asse è fuor di dubbio che il Peer2Peer (cioè reti tra pari. vi basta un niente per averlo) sia il prossimo cavallo di battaglia della tecnologia ICT. L’economia si muove secondo questa formula (”Se tutti andassimo per i fatti nostri puntando solo al nostro interesse personale, allora faremmo il bene di tutti”) nel mondo internet diventa uguale a (”se andiamo ognuno per i fatti nostri facciamo il bene di tutti”)…la tecnologia assorbirà questa richiesta e spunteranno come funghi reti peer 2 peer, cellulari peer 2 peer, stampanti peer 2 peer, fotografie peer 2 peer e dio sa cosa, ma solo in peer 2 peer. Skype si comperà la telecom, Google sarà la televisione del futuro…nel senso che tutti la vedono ma nessuno la guarda. passivamente. è monodirezionale, sembra la voce di Dio che sputa fuori sentenze: oggi sei ricco e domani non lo sei più a seconda di come google ti valuta. incredibile direbbe qualcuno. Ma è come in politica. quando la politica è sbagliata in partenza, quando i dati su cui vengono poi aggregate le informazioni, poi interpretate da qualcuno, che le reinterpreta a qualcun altro che alla fine le scrive su un tovagliolo e le fa dire a qualcuno. punto. insomma dicevamo se tutto questo processo diabolico di attrito è costruito su basi sbagliate, è come un castello sulla sabbia. non serve a niente. nessuno vuole la business intelligence purtroppo. è troppo complesso da capire. eppure tutti hanno fatto il datawarehouse. vabbè basta, sennò rivien fuori come vorrei l’ict in giro. tornata moglie, buona cena.

Social Enterprise Architecture 8:11 pm

infatti mi son dimenticato…orca loca. Ah, si: pare, attenzione al pare, esista un tipo che guadagna 18.000 $ al mese tramite Google AdSense. Invece su Splinder c’è la possibilità di farsi formattare per bene il proprio blog a soli 1 € al post. Voi che ne dite, chi sopravviverà dei due signori che hanno inventato queste attività? Cordiali saluti e buona serata.

Conversations 7:59 pm

Se fosse un mio cliente sarebbe il mio preferito: mi spiace Mario, mi spiace Pier, sorry Ste, ma purtroppo non potete tenere il confronto ;)

Pietro

High Res Picture

Conversations 6:16 pm

seguendo l’attuale modello economico e mappandolo su un altro asse è fuor di dubbio che il Peer2Peer (cioè reti tra pari. vi basta un niente per averlo) sia il prossimo cavallo di battaglia della tecnologia ICT. L’economia si muove secondo questa formula (”Se tutti andassimo per i fatti nostri puntando solo al nostro interesse personale, allora faremmo il bene di tutti”) nel mondo internet diventa uguale a (”se andiamo ognuno per i fatti nostri facciamo il bene di tutti”)…la tecnologia assorbirà questa richiesta e spunteranno come funghi reti peer 2 peer, cellulari peer 2 peer, stampanti peer 2 peer, fotografie peer 2 peer e dio sa cosa, ma solo in peer 2 peer. Skype si comperà la telecom, Google sarà la televisione del futuro…nel senso che tutti la vedono ma nessuno la guarda. passivamente. è monodirezionale, sembra la voce di Dio che sputa fuori sentenze: oggi sei ricco e domani non lo sei più a seconda di come google ti valuta. incredibile direbbe qualcuno. Ma è come in politica. quando la politica è sbagliata in partenza, quando i dati su cui vengono poi aggregate le informazioni, poi interpretate da qualcuno, che le reinterpreta a qualcun altro che alla fine le scrive su un tovagliolo e le fa dire a qualcuno. punto. insomma dicevamo se tutto questo processo diabolico di attrito è costruito su basi sbagliate, è come un castello sulla sabbia. non serve a niente. nessuno vuole la business intelligence purtroppo. è troppo complesso da capire. eppure tutti hanno fatto il datawarehouse. vabbè basta, sennò rivien fuori come vorrei l’ict in giro. tornata moglie, buona cena.

Researches, Featured ConceptJuly 19, 2005 8:35 am

XanaduPROJECT XANADU®

Founded 1960   *   The Original Hypertext Project

http://www.xanadu.com/ – http://ted.hyperland.com/

Today’s one-way hypertext– the World Wide Web– is far too shallow.  The Xanadu project foresaw world-wide hypertext decades ago, and endeavored to create a much deeper system.  The Web, however, took over with a very shallow structure.  Our simple method, very different, allows–

•  UNBREAKABLE LINKS.
•  COPYRIGHT SIMPLIFICATION AND SOFTENING: by special permissions and methods, quotations of any size may be used by anyone and mixed together frictionlessly.
•  ORIGIN CONNECTION: All quotations and excerpts stay connected to their original.
• TWO-WAY LINKS: anyone may publish connected comments to any page.
•  SIDE-BY-SIDE INTERCOMPARISON OF CONNECTED DOCUMENTS– showing two-way links, differences between versions, origins of contexts.  (For a simple working demonstration, see our new free CosmicBook(tm) reader.)
•  DEEP VERSION MANAGEMENT: documents may be changed incrementally (with each version available); versions may branch; authors may easily see exact differences between versions.
•  INCREMENTAL PUBLISHING: new changes may be continually made by authors without breaking links.

How can this be?  Very simple, but very different….Read More about the Xanadu Model

Social Enterprise Architecture, ResearchesJuly 18, 2005 11:26 pm

Tim Lee

Is the Director of the World Wide Web Consortium, Senior Researcher at MIT\’s CSAIL, and Professor of Computer Science at Southampton ECS.

Weaving the Web by Tim Berners-Lee with Mark Fischetti, (Harper San Francisco; Paperback: ISBN:006251587X, Abridged audio cassette abridged ISBN:0694521256) and various other languages. 1997.

Bio

A graduate of Oxford University, England, Tim now holds the 3Com Founders chair at the Laboratory for Computer Science and Artificial Intelligence Lab (CSAIL)at the Massachusetts Institute of Technology (MIT). He directs the World Wide Web Consortium, an open forum of companies and organizations with the mission to lead the Web to its full potential.

With a background of system design in real-time communications and text processing software development, in 1989 he invented the World Wide Web, an internet-based hypermedia initiative for global information sharing. while working at CERN, the European Particle Physics Laboratory. He wrote the first web client (browser-editor) and server in 1990.

Before coming to CERN, Tim worked with Image Computer Systems, of Ferndown, Dorset, England and before that as a principal engineer with Plessey Telecommunications, in Poole, England.

(Longer bio)

Read all bio here: http://www.w3.org/People/Berners-Lee/

Conversations 11:04 pm

Secondo voi si ignora ciò che non si capisce o non si capisce ciò che si ignora?

a volte a domande stupide corrispondono risposte interessanti

Social Enterprise Architecture, Researches, Featured Concept 10:45 pm

Xhtml Friends Network

XFN™ (XHTML Friends Network) is a simple way to represent human relationships using hyperlinks. In recent years, blogs and blogrolls have become the fastest growing area of the Web. XFN enables web authors to indicate their relationship(s) to the people in their blogrolls simply by adding a \’rel\’ attribute to their <a href> tags, e.g.:

<a href=\"http://jeff.example.org\" rel=\”friend met\”>…

http://gmpg.org/xfn/

Conversations 4:24 pm

ovunque leggo che ibm rilascerà un tool per i blog con workplace (2.5, forse a settembre) comincia a darmi fastidio. …. i commenti me li tengo che non va bene scriverli!

date un occhiata a quanti articoli hanno fatto sulla cosa: http://www-106.ibm.com/developerworks/blogs/dwblogcomments.jspa?log=416&entry=89364&ca=drs-bl come se l’avessero inventata loro.

A dimenticavo,

se volete un blog, potete farvene quanti ne volete direttamente su internet, sotto vi riporto quelli che uso io, poi fate come volete. Sotto ancora invece i link a dove scaricare il software per mettervelo in casa (chiaramente su .net ;) oppure … oppure niente: oggi il mio http://roberdan.officeisp.net/fattinonportali è chiuso per inventario sennò vi direi di dare un occhio a come SharePoint gestisce i blog ;)

http://www.blogger.com/start quello di google (es: http://roberdan.blogspot.com/)

http://www.blogsome.com/ quello di WordPress (es: http://kandalu.blogsome.com/)

http://spaces.msn.com/ quello su MSN che prende anche i MobLog per chi non può farne a meno (es. http://spaces.msn.com/members/kandalu/)

ma il migliore secondo me (almeno per quello che posso farci) è su http://roberdan.officeisp.net/fattinonportali … da domani, che oggi lo stan ristrutturando

dove scaricare un server per blog

http://communityserver.org/ (quello che stiamo usando su http://blogs.msdn.com )

http://openwiki.com/ow.asp?OpenWikiInDotNet

oppure il famoso FlexWiki http://www.flexwiki.com/

FictionJuly 17, 2005 9:58 pm

EPIC

You’re about to watch a future history of the media by Robin Sloan and Matt Thompson, with music by Aaron McLeran - http://www.robinsloan.com/epic/

ICOT: riteniamo che l’ICT dovrà aggiungere una “O” al suo acronimo, dove la “O” sta per Organizations.
Verranno pertanto veicolati servizi per il sociale, inteso come tessuto organizzativo.

1950-2002 L’Infanzia: i computer archiviano ed elaborano dati. Si parla anche di comunicazioni, atte al trasferimento dei dati. A quei tempi si misuravano le pagine web e le email spedite. Il numero di utenti cresceva esponenzialmente, rapidamente. C’era l’euforia, l’ict come spinta al cambiamento, come acceleratore sociale.

2002-2007 L’Adolescenza: gli anni della crisi. L’ICT è un freno allo sviluppo. È come un animale sfiancato, sopreso dal nemico a notte fonda. Si arranca, cerca di dire, di dimostrare, di sostenere….ma senza successo. Nessuno ha più fiducia nell’ICT. Solo poche e grandi corporation, con forti poteri economici per investire stanno accentrando tutto il know-how.
Le persone perdono di produttività a causa dell’InfoGlut (overdose di informazioni). Si registrano i primi casi di centri di supporto. L’83% delle mail inviate su internet sono spazzatura. Gli hacker han perso potere rispetto ai psicologi: crackare un sistema è molto più costoso e rischioso che non convincere qualcuno a farsi dare la propria password. In quegli anni le aziende han continuato a chiedersi come mai quelli dell’it non sapevano nemmeno cosa la loro azienda facesse. Sempre in quegli stessi anni schiere di ingegneri analizzavano il cervello dei loro manager per cercare di capire dove fosse il guasto. Erano gli anni dell’Ovvio.
Informaticamente parlando ci son stati il boom del Whi-Fi e della collaborazione in remoto. Il Personal Computer ha sostituito il telefono ed il televisore. Gli investimenti in domotica hanno dato i primi frutti. Il settore delle telecomunicazioni va a gonfie vele: tutti voglion comunicare! C’è il boom dei software per comunicare. Parlare parlare parlare.
Anni di fortissima separazione tra archivio del dato (IT) e Uso del dato a fini decisionali (manager). ICT continua ad essere un mondo a se, slegato dal reale utilizzo che si fa dei suoi servizi. Ma chi perfora per tirar fuori il petrolio non è vicino a me che stamattina ho fatto il pieno. Qualcuno comincia a chiedersi come mai invece le persone dell’ICT fanno un gran baccano per esserlo.
In quegli stessi anni si scopre che la ATT&T avrebbe potuto brevettare internet. Lo scontro tra colossi del software è stato impressionante. Sono comunque gli anni della guerra in America, in Iraq, in Afganistan, In Africa, in Russia, in Spagna, in Inghilterra. L’ICT è distratta

2007-2015 La maturità. ICOT va verso la maturità. Superato l’impatto con l’Ovvio intorno al 2008 e la fusione con i processi lato aziende, con il sociale lato enti, L’ICOT ha trovato la sua strada. Nel prossimo futuro avremo bisogno di mettere a frutto questi dati, queste informazioni, per prendere decisioni, quotidianamente, istantaneamente. L’informatica e le Comunicazioni si uniscono all’Organizzazione. Saranno gli anni delle regole, delle metodologie, della intranet delle cose. E soprattutto saranno gli anni dei micro-pagamenti.

Researches 12:40 pm

Crafting an Answer

“So the call came in late on Thursday afternoon and right away I wished I hadn’t answered the phone. We had received a last-second opportunity to bid on a sizable piece of work that the Partner on the other end of the line really wanted to pursue. I had no clue how to even begin looking for relevant methodologies or case examples, so my first move was to tap into my network to find some relevant info and leads to other people or databases. And I relied pretty heavily on this group over the next couple of days. Seth was great for pointing me to other people and relevant information, Paul provided ideas on the technical content of the project while Jeff really helped in showing me how to frame the client’s issues in ways that we could sell. He also helped navigate and get buy-in from the client given his knowledge of their operations and politics. . . I mean the whole game is just being the person that can get the client what they need with [the firm’s] resources behind you. This almost always seems to mean knowing who knows what and figuring out a way to bring them to bear on your client’s issue.”

—Anonymous Interviewee

Read full article on PDF here

Social Enterprise Architecture 12:30 pm

who you know

Researches 12:18 pm

Inside social network analysis

This article introduces the major social network analysis concepts and their application to business problems.

Six months after a management consulting firm lost a lucrative contract with a large financial institution, it learned that another internal group had worked on a project with the prospective client and had in-depth knowledge of its business operations. If that crucial knowledge had been shared, the outcome might have been different.

This is just one example of the opportunities that large companies can miss if they fail to understand that success depends less on reporting structure and more on an informal web of contacts. In the past, companies that encountered a loss of business like the one above might conduct a survey and interview employees to discover what went wrong. Now, IBM’s On Demand Innovation Services is promoting an approach called social network analysis or SNA, which has been gaining currency among business consultants as an effective method for revealing the hidden connections that drive how work gets done.

Beyond the organizational chart SNASocial Network Analysis is a set of survey methods and statistics that reveals the hidden connections between people. The outcome of an SNA shows where collaboration is breaking down, where talent and expertise could be better used, where decisions are getting bogged down or where opportunities for innovation are being lost. The data give leaders the information they need to take actions: perhaps including making role and responsibility changes that would foster cross-group communications; developing methods for improving trust; using technology to reach others more effectively; or realigning reward and incentive programs.

Understanding how a company works used to be as easy as looking at an organizational chart. But in a networked organization (which most companies now are), the chart is no longer an adequate guide. Consider the following diagrams, 1 which represent the production division of a large petroleum company (names have been changed):

The diagram on the left shows the organizational chart for a group within the company. The company’s upper management undertook an SNA to find out how this group was preparing to share important information; the result is shown in the diagram on the right. This representation shows that mid-level managers, particularly Cole, are playing a pivotal role in the group’s communication network. Not only was Cole linked to many people, making him very central to the group, but he was also the only link between the cluster of people at the top, representing production, and the rest of the group, who were involved in other distinct yet critical activities. The SNA and additional interviews also revealed that the leader of the group, Jones, was not central in the informal network. Prompted by the diagram, the group undertook further investigations and learned that Jones had become removed from many of the day-to-day workings of the group. As a result of the SNA, upper management made significant changes to the group, including formalizing Cole’s role.

Ties that help

The important ties between individuals or groups can be categorized in many different ways, each serving a unique and helpful role in the network.

Are ties direct or indirect? A direct connection is the connection between two people. As we saw in the previous example, Cole had many direct connections in the network of people in exploration and production of the petroleum company. He was central in this network. Central people have more influence in their network, tend to receive better performance reviews, and be more satisfied with their jobs than people who are less central. Ties can also be indirect - as when two or more people are linked through intermediaries. This can be a positive role for the company - as when the intermediary is pivotal in linking between groups, as Cole does between the production and the rest of the group. Or negative - as when intermediaries block the flow of information.

Are ties strong or weak? Strong ties are characterized by frequent interaction, feelings of closeness, and multiple types of relationships. For example, a strong tie may provide you with emotional support, job-related information, and a person to go see your favorite sci-fi movies with. On the other hand, it also requires a good deal of energy to maintain. A weak tie may not provide as much social support, but it is easier to maintain and can provide you with new information. Weak ties can be critical for innovation. For example, a researcher is much more likely to learn about a line of relevant research in an otherwise unrelated field from a casual acquaintance than from a good friend. This is because good friends tend to have access to the same information whereas casual acquaintances tend to offer new information. In business settings, it is important to have a good balance between strong and weak ties.

Are ties one-way or two-way (reciprocal)? When a tie goes in both directions, we think of it as being reciprocal. This is important because reciprocal ties are generally stronger than ties that only go in one direction. For instance, a group will generally function better when a key decision-maker is not only sought after for information and advice, but he or she also seeks information from the group. But one-way ties can be useful too - as when a novice approaches a recognized expert in the group, but he or she would not expect the expert to reciprocate.

Anatomy of an SNA Group. An SNA is conducted with a group of people, typically between 25 and 150 at a time. The group could be as simple as a discrete workgroup, such as a distributed software development group or a sales team or the group could be a community of interest, the business unit in a single organization, or the leading companies in a particular industry.

Relationships. Ties can represent a range of relationship types. For example, a tie can indicate if one person likes, trusts, respects, reports to, communicates with, and/or gets information from another. Ties vary across relationships. There may be many ties under the awareness category, but very few ties for communicates with or trusts.

Attributes. There are often barriers to collaboration. For instance, the people who develop new products might not be speaking with the people who market and sell those same products; the people who work for a managing consulting company in France might not be sharing their client experience with the people in the U.S.; people who have been with the company for a long time might not be sharing their knowledge with new hires. If these important ties are not maintained, a company needs to know if it is just a few people or the group as a whole that is not working together? These generalized effects result from aggregating ties within and between attributes, such as business unit, geography, length of time in the company.

Applying SNA The hypothetical management consulting firm scenario mentioned at the beginning of the article is a good example of a company that needs to improve its consultants’ awareness of related projects. Before embarking on potentially costly organizational changes and other initiatives, the executive leadership should commission an SNA to study consultants who have been with the company for varying lengths of time, work in different geographies and different practices, and are at different management/employee levels. The results should demonstrate where information is not getting communicated.

Questions in the SNA might include: “How aware are you of the projects done by this person in the past 12 months?” and “How often does this person provide you with information you need to develop client proposals?” By looking at who was central in the awareness and information-sharing networks, IBM consultants could show the company which people the team tended to go to for information. By looking at how often people from each group interacted with each other, the SNA might reveal that consultants who had been with the company the longest tend to get information from each other; while newer employees only turn to each other for more information if they are located in close physical proximity. IBM consultants would then conduct follow-up interviews to find more in-depth information, such as if time pressures might be a reason that members of the team have few opportunities to develop relationships with newer employees or those in a different geography. The results of the SNA could give management the information they need to take corrective actions. For some clients with similar problems, ODIS consultants have recommended the following actions: initiating a mentor system to help new employees, coaching individuals to spend more time with people who are further away, sponsoring events several times a year to bring people together from different parts of the company, and developing an award program for any new engagements that are won as a result of existing relationships from outside the immediate team.

Business applications of SNA

Knowledge management and collaboration. Help locate expertise, seed new communities of practice, improve cross-functional knowledge-sharing and strategic decision-making across leadership teams. Team-building. Facilitate post-merger integration or help leaders identify how to structure teams for innovation or structure and manage distributed teams. Human resources. Identify and monitor the effects of workforce diversity, hiring practices and leadership development to improve on-boarding, retention, employee satisfaction and productivity. Sales and marketing. Speed or expand the adoption of new products, technologies or ideas as part of an overall communication strategy. Strategy. Support planning and strategy for engaging in partnerships and alliances. By working with the informal networks, leaders have the tools to capitalize on the existing human capital within their company.

1 Cross, R., Parker, A., Prusak, L., & Borgatti, S.P. 2001. Knowing What We Know: Supporting Knowledge Creation and Sharing in Social Networks. Organizational Dynamics 30 (2): 100 - 120

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Kate Ehrlich is a researcher in the Cambridge user experience group where she conducts research and consults on collaboration using Social Network Analysis as part of the ODIS collaboration micropractice.

Inga Carboni is pursuing her degree in organizational studies at Boston College. Her primary areas of academic interest are conflict, social networks, and interpersonal relationships.

Original text could be found here

Social Enterprise Architecture 12:07 pm

Tutti concordano sul fatto che l'’ict sia un fattore abilitante alla competitività nazionale. pochi hanno capito cosa sia l’ICT così come pochi sanno come si fa il cemento o si vince una gara di formula 1 o si gestisce uno studio televisivo. Pochissimi hanno la visione sui loro processi interni. 6 hanno una visione. Quindi c’è un esigenza fortissima di persone smart, veloci e precise, dei chirurghi dell’ict. degli zingari dell’informazione, dei nomadi delle organizzazioni. In HR direbbero job rotation is a key competitive advantage: you can take actions only when you know what actions you need. In cda direbbero velocizzare e fluidificare i processi di supporto al business, dando un forte improvment alla capacità di delivery delle sales, migliorandone soprattutto la predicibilità. L’R&D vorrebbe che il business non gli rompesse le scatole tutti i giorni chiedendogli…allora? a che punto siete?? è tutto scritto diamine, se lo guardi lei e la smetta di gufare! vuole i numeri, si prenda i numeri. non saranno certo dieci minuti al giorno a rovinarci la giornata. La produzione vorrebbe sempre i numeri precisi…e che diamine (anche qui) volete starci con la testa quando scrivete quel cavolo che volete?? son mica qui a scaldare la sedia! devo riempire i camion, io! Il marketing…o il marketing è il delirio più assoluto: pensieri laterali e sconfusionati, sempre di fronte allo specchio del mercato..così chiaro ed evidente, ma non possono toccarlo, come in uno specchio. e poi la carriera…il palliativo a veder giorno per giorno venir su una casa. Poi cosa c’è…nella catena del valore…ah si, gli amministrativi, le vendite, la comunicazione, lo staff, i legali, i servizi, il supporto, il call center, gli affari generali e le pubbliche relazioni. l’amministratore delegato e i manager con le loro leadership….quante opportunità ci sono!!! Le banche ed i clienti. le istituzioni e i cittadini. le forze di controllo, l’esercito e gli asili nido. le scuole e le università, e soprattutto gli artigiani, i creativi, gli artisti. la nostra ricchezza più grande….e così sottovalutata da non meritare nemmeno attenzione….non perchè non ci sian soldi da fare, ma perchè costa talmente tanto farli pagare…..e se tutto si pagasse in banca? se tutto si spedisse dalle poste, se tutto si vendesse dalle vendite, tutti gli acquisti li facesse un unico ufficio acquisti? capite perchè il modello SOA- architetture orientate ai servizi - non tiene conto degli aspetti sociali e rischia di fallire per questo? A voi la parola, se lo riterrete interessante e utile. Sul web, la gente scrive, ma nessuno legge. fanno al più copia e incolla. il web è finito. il web sta per arrivare. la famosa internet 2 è già arrivata, da un pezzo, ma senza fili, visibile e intorno a noi. Non più gigabyte, non più memoria, ma intelligenza. intelligenza distribuita. i forti devono aiutare i deboli dice Umberto.

http://roberdan.officeisp.net/fattinonportali/default.aspx