La cooperazione applicativa ed il modello di rete P2P sono termini utilizzati per la definizione di concetti riguardanti l’interconnessione di processi e non definiti “leciti” in un dominio che vada oltre il concetto di applicazione. Oggi l’informatica applicata ci insegna però che i modelli che abbiamo studiato o studiamo ancora oggi ben si rifanno ad un utilizzo prettamente “umano”, nella definizione delle loro architetture anche perchè sempre di più si basano su applicazioni “pratiche” nate da bisogni reali e non come tanti anni fa quando si costruivano su modelli prettamente teorici, come il caso dello standard ISO/OSI che viene riflesso in parte e perfezionato, dal protocollo TCP/IP. Per Cooperazione Applicativa viene inteso, almeno ad un livello abastanza “alto” e quindi condiviso da tutti, l’utilizzo di informazioni comuni utili a raggiungere obiettivi comuni, è tanto “bella” questa aprola che in inglese viene sopraffatto dal termine interoperability, come è buffo il mondo! Per rete P2P invece si indica un sistema interconnesso di host, i quali si trovano tutti ad un pari livello di comunicazione tra essi , questo modello fa si che ogni risorsa sia imprescindibile da qualsiasi vincolo possa essere imposto su di essa da un altro host che non sia la macchina dove risiede, in termini più semplici ognuno è padrone delle proprie risorse e le condivide con gli altri! Forse il termine “padrone” non è tanto azzeccato, poiche la risorsa in questo caso subisce unicamente il vincolo, hardware (ad esempio prestazione della macchina) dove risiede, ma questa ulteriore divagazione mi è utile per giustificare il paragone con la nostra società umana, in particolare in un’ottica di risorse aziendali!!

All’interno di qualsiasi società (sia essa umana che aziendale) la comunità di persone è vincolata e guidata da leggi che ne regolano la vita quotidiana, l’obiettivo è capire se l’adozione di questo binomio può portare benefici o meno in una realtà decisionale. Bene, iniziamo con il dire che all’interno di un WorkGroup i membri fanno riferimento a delle persone che fanno parte di un modello piramidale (anche se alcuni ormai dicono che questo modello non è più valido, perchè all’interno delle loro aziende si utilizza un modello orizzontale, ecc…) non ne sono molto convinto, io mi fido degli Egizi! Ciò significa che queste persone hanno due compiti principali, cioè il fare bene il propio lavoro e farlo secondo le direttive del “capo”. Prese in considerazione queste due priorità, vediamo se sono riconducibili ai concetti espressi sopra:

  • Cooperazione Applicativa ==> fare bene il propio lavoro
  • P2P ==> farlo secondo le direttive del “capo”

Fare bene il proprio lavoro, significa farlo nel modo migliore con gli strumenti che si hanno a disposizione! Questo significa che se venisse adottato un sistema di cooperazione applicativa, cioè il far si che le informazioni risiedono in una fonte comune e tutte sono accessibili ed elaborabili secondo le necessità del singolo Information Worker, il lavoro potrebbe essere migliore fatto in meno tempo, e basato sulle esperienze degli altri… sicuramente si !

Farlo secondo le direttive del capo, è una situazione comune a quasi tutte le aziende. Mi spiego meglio… possiamo essere anche dei geni ma quando mettimao piede in azienda, sia essa la più flessibile che ci possa essere, se fa parte del emrcato delle sigarette, non possiamo fare una campagna all’interno dell’azienda contro il fumo…quindi il nostro lavoro, la nostra ricerca deve essere finalizzata ad obiettivi comuni al “target aziendale”. Non è tutto dobbiamo rendere conto al nostro direttore, può anche avveire in modo confidenziale ma lui deve relazionare al suo capo, ed il suo capo deve poter relazionare sugli andamenti della sua area al suo Faraone (parlando di Egizi…), quindi prima o poi bisogna relazioanre in modo serioso e quindi abbandonare quella elasticità e predisosizione all’ascolto che è comune nei livelli più bassi di qualssiasi settore, quando si inizia a parlare di numeri, sappiamo bene che viviamo in un mondo di INTERI e non di REALI…In poche parole non possimo muoverci in autonomia, con i nostri tempi,i nostri bisogni, i nostri limiti,le nostre necessità ma dobbiamo rispettare gli altri…molte aziende abbassaano il target di produzione per non avere inconvenienti, in giappone gli scioperi si fanno al contrario, producono di più invece che fermarsi, perchè in questo modo producono und anno maggiore all’azienda, quando lo capiremo noi italiani?? Il concetto di P2P è diverso, come abbiamo avuto modo di vedere, non si hanno obblighi o ruoli all’internoi della rete, ognuno da e richiede quello che ha/non ha indistintamente dalla necessità in quel momento! Anzi tutti tendono ad accumulare in previsione di una perdita di connessione…. chi è pronto ad affermare il contrario??